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Come potevo non scrivere dell’artificiosità delle relazioni romantiche moderne?
Dopotutto, sono il profilo perfetto per lamentarmi dell’amore liquido — anzi vaporizzato — di oggi: single, accanita lettrice di romance e agguerrita romantica.
Io vado avanti a pane e uomini scritti da donne. Poi esco di casa e mi scontro col mondo reale. Uno scenario post-apocalittico dove flirtare è una performance e amare è una parola che nessuno vuole pronunciare per primo.

E no, non sto dando la colpa solo ai social: gli uomini lasciavano a desiderare anche ai tempi del nokia 3310.
Parlo per esperienza — e per la cronaca, non faccio di tutta l’erba un fascio perché sono perfettamente conscia che gli uomini infondo non siano tutti uguali.

Nella mia breve ma intensa carriera sentimentale, ho avuto a che fare con due grandi categorie di delusioni a due gambe: quelli che prendono sonno troppo presto e abbadonano la fidanzata che parla da sola dall’altra parte dello schermo e quelli che non dormono perché devono studiare la prossima battuta da film americano da recitare alla ragazza del mese. Insomma, io sono stata purtroppo entrambe: la fidanzata fantasma e la comparsa stagionale.

Cosa ho imparato?
Che puoi mettere in atto tutte le strategie che vuoi: attendere 3 mesi per testare se è davvero interessato a te, rispondere ai messaggi dopo minimo 3 ore e solo se è lui a scrivere per primo, attivare il chakra della “femminilità ricettiva” ma la cruda verità è che non gli piacerai di più.

E lo dice una che le ha provate tutte ottendonendo come unico risultato un’identità sbriciolata sotto al peso di aspettative finte e un algoritmo matematico dettato dal numero sul display del cellulare e della bilancia.

Non sei tu a essere sbagliata;
Sbagli solo a pensare che il tuo valore possa essere deciso da una conversazione finta alle due di notte.
Hai un intero universo dentro. E’ tuo, sei tu.
Custodiscilo e non lasciare che i social uccidano anche quello.

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Meet That girl

Mi chiamo Carmen, parlo troppo e scrivo perché non riesco a farne a meno.

I miei diari da bambina sono sempre stati sporchi d’inchiostro e pieni di parole.
Questa è solo la versione adulta e meno pasticciata.

Qui parlo di:
– relazioni (con gli altri e soprattutto con me stessa)
– desideri (che forse non riesco a dire ad alta voce)
– riflessioni (taglienti, ironiche e MAI neutre)

Non sono qui per insegnare niente.

Se ti riconosci, benvenutə.

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